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Per anni i titoli tokenizzati sono stati raccontati come il futuro della finanza. Quel futuro è arrivato nel 2025, ma non ha avuto il volto che molti si aspettavano.

I risultati più concreti non sono arrivati da rivoluzioni radicali, bensì da un lavoro molto più silenzioso: rendere più efficienti i processi già esistenti.
Il caso più evidente è il fondo BUIDL di BlackRock, che ha toccato quasi 3 miliardi di dollari di asset. Non perché le istituzioni volessero “blockchain exposure”,  ma perché avevano bisogno di strumenti di gestione della liquidità più rapidi e funzionali.

Un elemento interessante è stata anche la comparsa di attori non tradizionali. Alcune fondazioni crypto hanno infatti cominciato ad allocare riserve in fondi del mercato monetario tokenizzati e strumenti analoghi per la gestione del treasury. Non sono state la forza trainante del mercato, ma hanno allargato la base investitori e creato una nuova categoria di partecipanti.

La vera lezione del 2025 non è stata la disruption, ma l’integrazione.

BlackRock: efficienza operativa oltre la tecnologia

Il fondo BUIDL è diventato il simbolo della tokenizzazione nel 2025. In pochi mesi ha raggiunto i 2,9 miliardi di dollari di asset, con afflussi record nel secondo trimestre.

Perché è stata scelta BUIDL? La ragione è molto pragmatica: 24/7 liquidity, regolamento nello stesso giorno, e possibilità di usarlo direttamente come collaterale.

Per un assicuratore europeo con esposizione in dollari, ridurre il regolamento da T+1 a movimenti quasi istantanei è un vantaggio sostanziale. Il portafoglio sottostante (Treasury statunitensi, repo e cash) resta convenzionale. È l’efficienza operativa ad aver determinato l’adozione.

Un segnale rilevante è arrivato anche da Bpifrance, che nel 2025 ha sottoscritto quote di un fondo tokenizzato di Spiko. È stata una delle prime banche pubbliche europee a investire in un prodotto regolato su blockchain, evidenziando come la tokenizzazione stia entrando negli strumenti utilizzati anche da istituzioni statali e di sviluppo.

Franklin Templeton: apertura al canale UCITS

Nel febbraio 2025, l’OnChain U.S. Government Money Fund di Franklin Templeton ha ottenuto l’autorizzazione UCITS in Lussemburgo.

L’autorizzazione ha reso più semplice per alcuni investitori istituzionali europei accedere a un fondo del mercato monetario tokenizzato attraverso i canali distributivi esistenti, senza necessità di processi di compliance dedicati.

Pur basandosi su una struttura proprietaria su Stellar, il caso Franklin Templeton resta indicativo di come diverse soluzioni tecnologiche possano inserirsi nei framework regolamentari tradizionali, favorendo una maggiore accessibilità.

Goldman Sachs e BNY Mellon: integrazione, non rivoluzione

A metà 2025, Goldman Sachs ha reso disponibili i fondi tokenizzati della piattaforma GS DAP direttamente su LiquidityDirect di BNY Mellon.

LiquidityDirect è già uno strumento chiave per i tesorieri istituzionali. Ora i fondi tokenizzati compaiono accanto alle opzioni tradizionali nello stesso ambiente, con medesimi accessi, workflow e reportistica.

Questo approccio elimina la frizione tipica delle piattaforme blockchain autonome. Anche senza dati ufficiali sui volumi, la partnership mostra come i prodotti tokenizzati possano scalare quando vengono integrati in infrastrutture consolidate.

JPMorgan Onyx: collateral mobility in produzione

La rete di collateral tokenizzato di JPMorgan Onyx è passata dal pilota all’uso regolare. Il caso più noto riguarda quote di MMF BlackRock utilizzate come collaterale da Barclays per posizioni su derivati.

I trasferimenti transfrontalieri di collaterale tradizionali possono richiedere giorni. Con Onyx i tempi si riducono a poche ore, mantenendo pieno controllo regolamentare e di custodia.

Per gli utenti di front office, la blockchain è invisibile: ciò che sperimentano è un regolamento più rapido e maggiore efficienza di capitale.

BCE: dai trial agli standard

Nel 2024 la Banca Centrale Europea ha concluso i trial di regolamento wholesale su DLT, processando oltre 1,59 miliardi di euro in più di 200 transazioni.

Queste sperimentazioni hanno fissato benchmark tecnici e operativi che oggi influenzano il design delle piattaforme commerciali europee.

BlockInvest ha contribuito a questi lavori, supportando i framework per emissioni obbligazionarie tokenizzate. Una presenza che dimostra come piattaforme specializzate possano allinearsi agli standard delle banche centrali e, al tempo stesso, rispondere alle esigenze dei clienti commerciali.

Obbligazioni corporate: emissioni consolidate e replicabili

Due operazioni del 2024 hanno segnato la traiettoria del 2025:

  • A novembre, la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha emesso un bond digitale da 100 milioni di euro, pienamente conforme a MiFID II e CSDR, regolato su blockchain.

  • A settembre, Siemens ha emesso un’obbligazione digitale sotto il quadro normativo tedesco eWpG, dimostrando che grandi corporate possono finanziarsi interamente entro i confini legali esistenti.

Non si è trattato di progetti pilota, ma di operazioni reali. I bond digitali hanno portato benefici come regolamento accelerato ed eventi cedolari automatizzati, mantenendo al contempo tutte le tutele per gli investitori.

In questo ambito, BlockInvest supporterà i casi d’uso rilevanti a partire dal Q4 2025.

Cosa ha funzionato e cosa no

Le storie di successo hanno avuto un tratto comune: integrazione nei sistemi istituzionali esistenti, non sostituzione.

Le piattaforme esclusivamente blockchain-native, che richiedevano processi completamente nuovi, hanno avuto poca trazione. Alcune eccezioni si sono viste in nicchie specifiche — come i Treasury tokenizzati di Ondo Finance o i pool di credito privato di Centrifuge — dove il modello era allineato al profilo degli investitori target e all’asset class.

I modelli ibridi, che hanno inserito il regolamento blockchain all’interno di custodia, compliance e reporting tradizionali, hanno invece registrato adozione.

Anche la custodia ha compiuto passi avanti: nel 2025 i principali provider hanno lanciato servizi dedicati ai titoli tokenizzati. La copertura non è ancora universale, ma esistono ora opzioni di livello istituzionale.

Sul fronte regolamentare, il MiCA è entrato in vigore a dicembre 2024, regolando crypto-asset e service provider, mentre i security tokens restano sotto MiFID II e Pilot Regime. Questa distinzione ha ridotto l’incertezza, ma rappresenta una complessità per gli operatori che intendono gestire su blockchain sia l’asset sia la gamba cash.

Dove porta tutto questo

Alla fine del 2025 i titoli tokenizzati dispongono di:

  • custodia regolamentata,

  • infrastrutture di trading conformi,

  • integrazione operativa con i sistemi esistenti.

Le istituzioni li utilizzano per casi d’uso mirati e ad alto valore: ottimizzazione del collaterale, regolamento più rapido, flessibilità della liquidità.

Il prossimo passo dipende meno da nuove tecnologie e più dall’esecuzione all’interno di framework normativi e operativi già testati.

Per i mercati istituzionali, il 2025 lo ha dimostrato con chiarezza: il pragmatismo vince sulla retorica rivoluzionaria.


BlockInvest offre soluzioni di tokenizzazione regolamentate per istituzioni finanziarie e operatori di mercato europei, portando i benefici del regolamento su blockchain all’interno dei framework operativi esistenti. La piattaforma si integra senza attriti con la custodia tradizionale e i sistemi di gestione portafoglio, rendendo i titoli tokenizzati realmente accessibili ai portafogli istituzionali.

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