Milano, 4 Febbraio 2026 – L’edizione appena conclusa del CV Securitisation Day ha restituito la fotografia di un mercato in piena maturità e crescita costante. La cartolarizzazione non è più percepita solo come leva di bilancio per le banche, ma come uno strumento fondamentale per “mettere a terra” risorse nell’economia reale.
Tuttavia, l’aumento dei volumi, la diversificazione delle asset class e l’ingresso di nuovi attori non bancari pongono una sfida operativa enorme. È qui che la tecnologia e la tokenizzazione delle note, gestite tramite piattaforme come BlockInvest, diventano l’anello mancante per scalare il mercato.
Ecco i tre macro-trend emersi dall’evento e come l’infrastruttura digitale può supportarli.
1. Il nuovo ruolo delle Banche: da “Lender” a “Connector”
I dati emersi dai panel (con interventi di istituti come Intesa Sanpaolo e UniCredit) confermano che l’Europa sta seguendo, seppur con i suoi tempi, il modello statunitense. Negli USA, il mercato del Private Debt vale ormai circa il 10% del PIL, grazie a una capacità capillare di distribuire il rischio.
In questo scenario, la banca evolve: mantiene il primato nell’origination (la relazione con il cliente e l’infrastruttura territoriale), ma agisce sempre più come facilitatore (“Connector”) per permettere a fondi, assicurazioni e investitori istituzionali di accedere al credito. La cartolarizzazione è la tecnica che rende possibile questo passaggio, “tranchando” il rischio per renderlo appetibile a diversi profili di investitore.
Il Ruolo di BlockInvest: Efficienza nella Distribuzione
In un mercato dove la banca origina per distribuire, l’infrastruttura attuale mostra i suoi limiti.
- Tokenizzazione delle Note: BlockInvest permette di rappresentare digitalmente le tranche (Senior, Mezzanine, Junior). Questo non serve solo a frazionare l’investimento, ma abilita una gestione del ciclo di vita del titolo molto più snella.
- Liquidità e Mercato Secondario: Come emerso dai panel, la liquidità è cruciale. Un registro distribuito permette il trasferimento delle note in modo quasi istantaneo e trasparente, favorendo la creazione di un mercato secondario efficiente che oggi fatica a decollare sui binari tradizionali. Fondamentale, in questo ambito, la possibilità di conoscere sempre, in qualunque momento del ciclo di vita dell’operazione, chi sono i token/note holder, eliminando un elemento di complessità operativa oggi affrontato da tutti i player che operano in questo mercato.
2. Nuove Frontiere: Strategic Assets e De-stocking (Legge 130)
Il 2026 segna l’espansione della Legge 130 verso asset class sempre più strategiche e complesse, andando oltre il classico NPL/UTP.
- Infrastrutture Strategiche: Si è parlato molto di Data Center, Intelligenza Artificiale, Spazio e Difesa. Settori capital-intensive dove le banche non possono operare da sole a causa della concentrazione dei rischi.
- Inventory Finance (De-stocking): Il Ddl PMI e l’evoluzione della normativa (art. 7.2) stanno aprendo la strada al finanziamento tramite magazzino (es. beni alimentari a lunga stagionatura, beni mobili registrati). Le imprese possono monetizzare le scorte senza perdere l’operatività.
Il Ruolo di BlockInvest: Trasparenza e Monitoraggio
Queste nuove asset class portano con sé una complessità informativa notevole. Gli investitori richiedono e necessitano di standard elevati di reportistica.
- Data Room Dinamica: BlockInvest non si limita a tokenizzare lo strumento finanziario, ma funge da “repository certificato” dove i dati delle performance degli asset sottostanti sono immutabili e accessibili.
- Gestione della Complessità: In operazioni come il de-stocking, dove il sottostante è fisico e mutevole, avere un ledger digitale che aggiorna lo stato delle garanzie in tempo reale offre quel livello di comfort aggiuntivo richiesto dagli investitori istituzionali.
3. Il Vero Cambio di Paradigma: L’Infrastruttura Collaborativa
Tra i punti critici sollevati dai servicer (es. Zenith, Finint) e dagli studi legali (es. Jones Day), emergono la ridondanza dei controlli e la complessità della reportistica. In una cartolarizzazione classica, Originator, Master Servicer, Special Servicer, Paying Agent e Investitori lavorano spesso su database disallineati, scambiandosi file Excel e PDF che devono essere riconciliati manualmente.
Questo modello operativo non è più sostenibile se si vuole allargare il mercato alle PMI (dove i ticket sono più piccoli e i costi fissi incidono e hanno un impatto significativo).
La Soluzione BlockInvest: “Single Source of Truth”
Il vero valore della piattaforma BlockInvest risiede nella creazione di un ambiente collaborativo condiviso:
- Accesso Sincronizzato: Invece di avere 5 database diversi, tutti gli attori (Investitori, Banche, Servicer) accedono allo stesso dataset su Blockchain, con permessi specifici e differenziati.
- Automazione dei Processi (Smart Waterfall): Le regole di pagamento (che nel mercato cartaceo sono descritte in centinaia di pagine di contratti) vengono codificate sulla piattaforma. Il calcolo degli interessi, il rispetto dei trigger e la distribuzione del capitale (Waterfalls) avvengono in modo automatico e verificabile da tutte le parti.
- Compliance “By Design”: Con le normative EU sempre più stringenti sulla Due Diligence e sulla trasparenza (anche per investitori extra-UE), avere un’infrastruttura che storicizza ogni passaggio e garantisce l’integrità del dato diventa un vantaggio competitivo, riducendo i costi di audit e revisione.
Conclusione
Il CV Securitisation Day ha confermato che i capitali ci sono e le imprese ne hanno bisogno. Il collo di bottiglia non è finanziario, ma operativo e tecnologico. Passare da una gestione “a silos” a un’infrastruttura collaborativa basata su DLT (Distributed Ledger Technology) è il passo necessario per trasformare la cartolarizzazione da prodotto artigianale a strumento industriale, efficiente e scalabile.